Giornata del Fiocchetto Lilla: la Asl alleata delle famiglie

La Asl di Sassari segue circa 500 pazienti, prevalentemente di sesso femminile (il 20% di sesso maschile), con un età che va dagli 8 anni ai 47, con un percorso di cura che può durare sino a cinque anni

Un momento dell'open day del Fiocchetto Lilla a Sassari

Sassari, 16 marzo 2026 – Il più piccolo ha 8 anni e il più grande 47, a volte mangiano in maniera incontrollata oppure rifiutano il cibo, arrivano a chiedere aiuto dopo anni di sofferenza e il loro percorso dura anni, anche cinque. Sono quasi 500 i pazienti seguiti dal Servizio dei disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (Dan) della Asl di Sassari, a loro e’ dedicato un team multidisciplinare che accompagna la persona in un percorso che si pone l’obiettivo di uscire della malattia. Oltre ai pazienti bisogna prendere in considerazione anche la rete familiari che viene accompagnata anch’essa in un percorso di cura della malattia che grava anche sui familiari.

Da questa mattina, nella giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, decine di persone si stanno avvicinando negli ambulatori di via Sennori, per prendere informazioni per amici, figli, parenti, a volte anche per se stessi.

Soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona, ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali. Intercettare i segnali di un problema alimentare e’ complicato, inoltre, i fattori socio culturale relativi all’ideale di magrezza possono rinforzare il problema.

I comportamenti tipici di un disturbo dell’alimentazione sono: la diminuzione dell’introito di cibo, il digiuno, le crisi bulimiche (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo), il vomito per controllare il peso, l’uso di lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso, un’intensa attività fisica, a volte anche un eccessivo perfezionismo che si può rilevare in un improvviso miglioramento del rendimento scolastico. Per tutto questo, il team multidisciplinare della Asl di Sassari, vuole essere un valido alleato delle famiglie, per una presa in carico completa del paziente e dei suoi familiari.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder), sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza e oggetto di attenzione sanitaria e sociale sul piano scientifico e mediatico per la loro diffusione, per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione e per l’eziologia multifattoriale complessa.

Alcuni numeri. Di recente, studi epidemiologici internazionali hanno rilevato un aumento dell’incidenza di disturbi alimentari nel genere femminile di età compresa tra i 12 e 25 anni. In Occidente, Italia inclusa, si stima una prevalenza dell’anoressia dello 0,2-0,8% e della bulimia di circa il 3% della popolazione, con un’incidenza dell’anoressia di 4-8 nuovi casi per anno su 100.000 individui e di 9-12 per la bulimia, con un’età di esordio tra i 10 e i 30 anni, e un’età media di insorgenza di 17 anni.

La Asl di Sassari segue circa 500 pazienti, prevalentemente di sesso femminile (il 20% di sesso maschile), con un età che va dagli 8 anni ai 47, il percorso di cura può durare sino a cinque anni.

“Attualmente questi disturbi rappresentano un importante problema di salute pubblica dal momento che risultano in continuo aumento. In particolare, nella anoressia, si registra un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza, tanto da non riguardano più soltanto gli adolescenti, ma anche bambini in età prepubere, con conseguenze molto più gravi sul corpo e sulla mente. L’importanza dell’identificazione e dell’intervento precoce sta nel fatto che, se non trattate adeguatamente, tali patologie aumentano il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) che possono portare, nei casi più severi, alla morte”, spiega Antonella Amadori, responsabile del Servizio dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione della Asl di Sassari.

“I nostro più giovane paziente è affetto da ARFID (Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo) è un disturbo alimentare caratterizzato da una drastica riduzione o evitamento del cibo, non legato all’immagine corporea. Si manifesta con carenze nutrizionali, perdita di peso, o necessità di integratori. Un disturbo della nutrizione caratterizzato da gravi difficoltà nell’assunzione di cibi per caratteristiche legate alla sensorialità, per scarso interesse o per trauma legato ad episodi di food impact. La paziente più grande da anoressia nervosa restrittiva di lunga durata che necessita di una presa in carico multidisciplinare integrata e progressiva rimodulazione degli obiettivi terapeutici. Due esempi opposti che evidenziano come i segnali e sintomi possono esser molto diversi, questo ci costringe a potenziare la rete di intervento così da intercettare quanto più precocemente possibile i casi di distrurbo dell’alimentazione”.

“La Regione ci ha recentemente autorizzato all’attivazione di 14 posti letto di Day hospital per la cura dei disturbi alimentari. Un centro che si candida a diventare il nucleo di trattamento terapeutico per il Nord Sardegna che potrebbe accompagnare i nostri pazienti con un  supporto dei professionisti nelle fasi più critiche dell’arco della giornata, i momenti dei pasti”, spiega il Direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi.

Per accedere al servizio dei Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (incardinato nel Dipartimento di salute Mentale e delle dipendenze della Asl di Sassari) è sufficiente inviare una mail all’indirizzo [email protected]  oppure comporre lo 079 / 2062244, o presentarsi nella sede in via Sennori, n. 8 a Sassari.

 

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16 Marzo, 2026