Il Sistema sanitario: a Sassari professionisti a confronto per provare a dare risposte al sistema
All’incontro erano presenti numerosi professionisti del panorama regionale e nazionale e esponenti politici del Nord Sardegna
Sassari, 29 settembre 2026 – “Stiamo lavorando molto, anche a livello nazionale con le varie federazioni, per capire quale e’ la prospettiva per il prossimo futuro e stiamo cercando di trovare una strada per dare corso a quelli che sono i vari interventi normativi, da ultimo il DM 77 che ha previsto gli ospedali e le case di comunità, come risposta alla sanità territoriale. La strada è probabilmente tracciata, ma bisogna percorrerla, perché tracciare non è più sufficiente, dobbiamo dare risposte al nostro sistema sanitario nazionale e regionale”. Con queste parole il direttore generale della Asl di Sassari, Antonio Lorenzo Spano, ha aperto i lavori del convegno “L’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale: focus sulla Regione Sardegna”, svoltosi ieri a Sassari.
Il convegno, organizzata dalla Asl n. 1 di Sassari, con la collaborazione di Ares Sardegna, e il patrocinio dell’Università degli Studi di Sassari e della Fondazione di Sardegna, ha visto Franscesco Sgarangella quale responsabile scientifico, è stata un’occasione per affrontare il tema strategico della sanità regionale, che ha toccato i temi della aziendalizzazione e regionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, passando per la riorganizzazione della rete ospedaliera, per il piano di investimento previsto dal Pnrr, per l’analisi delle opportunità della transizione digitale e per la condivisione delle buone pratiche di assistenza digitale, come la telemedicina.
Tra i relatori Giovanni Migliore, Direttore Generale della Comunicazione del Ministero della Salute, che ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione: “Un servizio sanitario più accessibile deve esser più comprensibile e deve passare per l’ascolto e il dialogo con i cittadini”, ha sottolineato durante il suo intervento.
Fulvio Moirano e Francesco Enrichens, Direttore Generale e Sanitario di ATS Sardegna, hanno affrontato il tema della riorganizzazione della rete ospedaliera e dell’innovazione e dei processi di governance nelle aziende sanitarie.
“Rafforzare la sanità pubblica è la nostra missione. La Sardegna, da questo punto di vista, rappresenta un terreno particolarmente importante, perché conserva un Servizio sanitario a forte caratterizzazione pubblica. La nostra scelta è quella di investire su questo patrimonio, con l’obiettivo di garantire concretamente il diritto di accesso alle cure attraverso il sistema pubblico, mantenendo il privato in un ruolo complementare e coadiuvante. La strategia che stiamo mettendo in campo parte da qui e segue una direzione precisa: rafforzare contemporaneamente personale, ospedali e territorio, spostando progressivamente sul territorio tutto ciò che non necessita di assistenza ospedaliera. Il DM 77 prevedeva per la Sardegna 49 Case di Comunità: noi abbiamo deciso di portarle a 80, perché un’isola di un milione e mezzo di abitanti, con un territorio vasto e una popolazione fortemente dispersa, non può essere organizzata applicando semplicemente parametri astratti. Vogliamo che il punto di accesso ai servizi sia raggiungibile, per quanto possibile, entro 10-15 chilometri e con tempi medi di percorrenza intorno ai 20 minuti. Dove questo non sarà possibile interverranno 13 Case di Comunità mobili, dedicate alla prevenzione, all’assistenza sociale, alle prestazioni ambulatoriali e alle cure primarie. In questo senso abbiamo reinterpretato il DM 77 in chiave sarda, con l’obiettivo di garantire pari possibilità di accesso alle cure in tutti i 377 Comuni dell’Isola. Tutto questo richiede soprattutto professionisti. Per questo il Piano straordinario di assunzioni recentemente varato prevede, a partire dal secondo semestre del 2026, l’assunzione a tempo indeterminato di 1.500 persone: mille infermieri e 500 dirigenti medici. A questo si aggiungono gli incentivi per chi sceglie di lavorare nelle aree disagiate, dai mille ai due mila euro mensili aggiuntivi per 18 mesi, rinnovabili, per infermieri e medici che andranno nelle zone disagiate. Complessivamente stiamo immettendo circa mezzo miliardo di euro nel sistema sanitario pubblico regionale. Le nuove assunzioni dovranno consentirci di rafforzare in modo consistente le strutture territoriali senza svuotare gli ospedali e senza mettere in difficoltà i DEA di secondo livello”, ha detto Thomas Schael, Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna.
“La sanità digitale è divenuta un’infrastruttura centrale per la clinica e per il processo di innovazione del sistema sanitario. Digitalizzare, accompagnando l’evoluzione dei processi, rafforza la connessione per i cittadini, tra ospedale e territorio: da un lato, favorisce un’operatività più efficiente tra prevenzione, territorio e ospedale, nonché tra le professioni coinvolte nella presa in carico dei pazienti; dall’altro, consente di offrire servizi più equi e accessibili. Ares Sardegna ha intrapreso un percorso che pone la tecnologia al servizio dei professionisti e degli utenti, con l’obiettivo di supportare il sistema regionale nel miglioramento delle risposte ai bisogni delle nostre comunità”, ha detto Giuseppe Pintor, Direttore Generale Ares Sardegna.
È seguita l’analisi della “best practice” dell’utilizzo della Telemedicina in Cardiologia, affrontata da Gavino Casu, Direttore Sc Cardiologia Clinica e Interventistica della AOU Sassari, che ha sottolineato come una “attenzione particolare bisogna rivolgerla alla popolazione più anziana e dispersa nel territorio e che spesso si trova in maggiore difficoltà, e per il quale e’ necessario prevdere un telemonitoraggio preciso, con un setting clinico codificato e chiaro che riesca a superare anche le difficoltà di connessione”. Infine si è parlato dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività di prevenzione e controllo delle malattie infettive all’interno del Dipartimento di prevenzione veterinaria della Asl di Sassari, con Giuseppe Bitti e Francesco Sgarangella.
All’incontro erano presenti numerosi professionisti del panorama regionale, esponenti politici del Nord Sardegna, oltre al sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Mascia.
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29 Settembre, 2026