La gestione del disturbo post traumatico da stress: alta formazione per affrontarla al meglio
Nelle scorse settimane il personale del servizio di Psicologia territoriale della Asl di Sassari ha affrontato un’intensa settimana di formazione con la psicologa psicoterapeuta Bruna Maccarrone
Sassari, 25 settembre 2026 – Trasformare le esperienze traumatiche in occasioni di crescita: è questo il principio ispiratore del metodo EMDR un approccio psicoterapeutico strutturato, riconosciuto dalle principali linee guida internazionali per il trattamento del disturbo post traumatico da stress.
L’EMDR è un metodo psicoterapico declinabile in diversi ambiti della psicopatologia e con diverse tipologie di popolazione, come l’età evolutiva, i disturbi di personalità, le neurodivergenze, gli interventi di emergenza e di gruppo: “Nella Asl di Sassari siamo partiti da un’esigenza clinica e abbiamo avviato un percorso di alta formazione specialistica volto a rafforzare la professionalità degli operatori del territorio. Nell’arco della vita delle persone, infatti, eventi avversi e traumatici possono causare sofferenze e disagi psicologici, che se non trovano una risoluzione entro un dato periodo di tempo, possono successivamente esitare in disturbi psicopatologici specifici quali il Disturbo post traumatico da stress, il cui trattamento necessita competenze specifiche e adeguate”, spiega Annarosa Negri, Direttrice dei servizi sociosanitari della Asl di Sassari.
Nelle scorse settimane il personale del servizio di Psicologia territoriale della Asl di Sassari ha affrontato un’intensa settimana di formazione con la dottoressa Bruna Maccarrone, psicologa psicoterapeuta, trainer Emdr accreditata e responsabile clinico del Centro Psicoterapia e Formazione Emdr.
“Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa in seguito ad un evento in cui siamo stati esposti, in prima o seconda persona, alla minaccia di morte. In questo caso è come se da quel giorno il tempo non scorresse più, e quindi le persone che sviluppano questo disturbo sperimentano dei sintomi molto invalidanti, come immagini intrusive ricorrenti, disturbi del sonno, uno stato di allerta anche in assenza di una condizione attuale di rischio, una limitazione sempre maggiore nei vari ambiti della propria vita, in quanto molte situazioni direttamente o indirettamente collegate all’evento traumatico, possono richiamarne la memoria e generare le stesse reazioni emotive e somatiche sperimentate all’epoca dei fatti. Mediamente una buona percentuale di individui può avere una remissione spontanea, tuttavia il non superamento di queste esperienze, nel tempo, può evolvere in psicopatologie e generare diversi sintomi quali l’ansia e un forte disagio che nei giovani viene spesso placato con l’uso di sostanze. Per questo, prediligiamo l’intervento precoce specialmente con le fasce deboli, come i bambini e gli adolescenti”, spiega Bruna Maccarrone.
“Il metodo Emdr aiuta il cervello a ripartire e a far riavviare quel meccanismo di autoguarigione che esiste in natura. Viene riattivato appunto un meccanismo innato e autonomo di autoriparazione che sblocca il ricordo e permette al tempo di fluire e riparare la ferita. Nell’individuo che soffre di un Disturbo post traumatico da stress, il tempo si è fermato all’ora della scossa, questo metodo, stimolando quelle aree deputate all’elaborazione e al superamento dell’esperienza traumatica, aiuta il cervello a ripartire. Se il disturbo post traumatico da stress non viene trattato o non si risolve spontaneamente, può diventare cronico e quindi perdurare tutta una vita. Per tale ragione è fondamentale intervenire precocemente o il prima possibile. Quando utilizziamo questo metodo nel trattare un paziente che ha vissuto una esperienza negativa traumatica, il compito del terapeuta è quello di accompagnare rispettosamente il paziente in questo percorso di autoguarigione, in cui è il cervello che autonomamente fa il grosso del lavoro. Questo promuove anche un senso di autoefficacia che riduce il senso di dipendenza dal terapeuta come colui che deve risolvere i problemi, e la terapia finisce quando il paziente si sente in grado di affrontare autonomamente la sua vita, presente e futura. Quindi, la terapia EMDR facilita la rielaborazione del trauma accelerandone il processo con una presa in carico completa del passato, del presente e del futuro del paziente”, conclude Maccarrone.
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25 Settembre, 2026